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Le donne della Repubblica: mostra fotografica ANSA

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Ottanta anni di conquiste nelle cronache dell’ANSA 1946–2026

Mostra fotografica e documentaria

Luigi Contu
Direttore responsabile, ANSA

C’è una data che non compare nei libri di storia ma che dice molto su chi siamo. Il 1° gennaio 1945, mentre la guerra non era ancora finita e l’Italia era ancora spaccata in due, un gruppo di quotidiani decise di fondare insieme un’agenzia di stampa. Si chiamarono ANSA – Agenzia Nazionale Stampa Associata – e scelsero la forma della cooperativa, seguendo le orme della Associated Press americana: non un editore padrone, ma i giornali stessi, finalmente liberi dal Fascismo, che si mettevano insieme per raccontare il Paese che stava per rinascere.

Da quel giorno, l’ANSA non ha mai smesso di raccontare l’Italia e il mondo. Ha accompagnato la nascita della Repubblica – il referendum del 2 giugno 1946, i lavori della Costituente, la nascita della Costituzione – e non l’ha più persa di vista. Ottant’anni di storia italiana in tempo reale, giorno dopo giorno, testo dopo testo, fotografia dopo fotografia. Ottant’anni che vivono nei nostri preziosi archivi, un patrimonio di tutto il Paese.

È da questa consapevolezza che nasce “La Repubblica delle donne, 1946–2026”. Non come celebrazione, ma come restituzione, perché abbiamo voluto ripercorrere il cammino della Repubblica da un punto di vista troppo spesso rimasto sullo sfondo: quello delle donne che il 2 giugno del 1946 per la prima volta furono chiamate alle urne, diventando così, finalmente, protagoniste della vita pubblica.

Sfogliare i nostri archivi con gli occhi di oggi significa scoprire tante storie nella storia. Le donne ci sono sempre state – nei nostri testi, nelle nostre fotografie – ma spesso come comprimarie di una narrazione che aveva altri protagonisti al centro. Questa mostra ribalta quella prospettiva. Le donne sono il soggetto, non il contorno. Alcuni volti sono celebri, altri quasi dimenticati. Tutti meritano di essere visti e ricordati oggi.

Una cosa accomuna tutte le protagoniste di questa mostra: nessuna di loro si è accontentata, ha atteso; ognuna ha avuto il coraggio di anticipare i tempi, spesso pagando un prezzo. È questa la radice comune di vicende apparentemente lontanissime tra loro – dalla prima donna che rifiutò il matrimonio riparatore alla prima presidente della Corte costituzionale, dalla prima inviata di guerra alla prima comandante europea della Stazione Spaziale Internazionale, dalla prima minatrice alla prima guidatrice di un mezzo pubblico.

Dai nostri archivi sono riemersi uno dopo l’altro tutti i passaggi del difficile, faticoso e ancora incompleto cammino compiuto dalle donne per conquistare i diritti, per rendere l’Italia un Paese moderno, aperto, all’altezza dell’articolo 3 della Costituzione in cui si sancisce il principio di uguaglianza “senza discriminazioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni personali e sociali”.

Accanto ai dispacci dei lavori parlamentari, delle svolte sociali, culturali ed economiche sono apparsi i volti di chi ha reso possibile quelle conquiste. Il sorriso orgoglioso di una mamma che depone la scheda nell’urna in un seggio di Roma con il suo bambino in braccio descrive meglio di qualsiasi parola il momento storico di quel cambiamento epocale: e poi i volti delle 21 costituenti, delle donne che negli anni Cinquanta occuparono per la prima volta ruoli che nessuna aveva mai ricoperto: la prima sindaca, la prima poliziotta. Di quelle che negli anni Settanta scesero in piazza per il divorzio, per l’aborto, per la riforma del diritto di famiglia. E poi le scienziate, le manager, le magistrate, le astronaute, le campionesse che hanno ridefinito i confini del possibile una generazione dopo l’altra.

L’ANSA era lì, ogni volta. Ha scritto di loro, le ha fotografate, ha distribuito quelle notizie alle redazioni di tutta Italia. Non sempre con la consapevolezza che si stava documentando una rivoluzione. È il compito di un’agenzia di stampa: registrare il presente con la cura che si deve al futuro.

Questa mostra è il modo in cui restituiamo al Paese una parte fondamentale della nostra memoria. Al femminile.

🔎La mostra fotografica è esposta in questi giorni nei locali del Consolato Generale d’Italia a Metz e disponibile unicamente per il pubblico munito di appuntamento per i servizi consolari.